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Guida hardware – Rendering server

9 marzo 2011 1 commento

Un hardware potente è indispensabile per creare render velocemente e per tenere contenti i clienti ed ottimizzare così le ore di lavoro.

I nostri render vengono effettuati in renderfarm, composta da un server ( vedi foto ) e 2 client, per una potenza di calcolo complessiva intorno i 10 ghz.

Ecco dei consigli per un pc stabile…

Indispensabile è la cpu potente e performante, meglio se superiore ai 3 ghz e multicore.

Memoria ram in abbondanza, maggiore sarà la memoria e minori saranno i problemi durante la fase iniziale del rendering, dove molti incappano nel famoso errore “out of memory”

di solito con 4 gb di ram si lavora bene ma con 8 gb possiamo veramente stare tranquillissimi…se volete esagerare prendete delle ram ddr3 corsair dominator gt come quelle in foto…però attenzione all’ingombro del dissipatore per la cpu…

La scheda video deve essere potente solo se utilizzate i rendering real-time durante il processo di modellazione e setup della scena altrimenti una spesa modesta è più che sufficiente, almeno fino a quando i software non saranno in grado di sfruttare la potenza di calcolo delle GPU per i rendering finali.

Hard disk in abbondanza ! Meglio evitare perdite di dati inutili, sopratutto se si tratta di lavori importanti ! Quindi montate 2 bei dischi da 500 gb in Raid-1. Il sistema RAID 1 crea una copia esatta (mirror) di tutti i dati su due o più dischi. Ogni disco può essere gestito autonomamente nel caso l’altro si guasti. RAID-1 aumenta anche le prestazioni in lettura, visto che molte implementazioni possono leggere da un disco mentre l’altro è occupato.

Quando si hanno componenti ad alte prestazioni bisogna installare anche una PSU che possa sopportare l’elevata richiesta di potenza! E per questo vi consiglio un alimentatore da 1000 w modulare come questo in foto…al quale aggiungerete un bel gruppo di continuità da 1500 va…

Detto questo installate un sistema operativo a 64 bit e non avrete nessun tipo di problema 😀 alla prossima !

Se necessitate di una consulenza specifica o volete creare un pc ottimizzato per il rendering contattateci ! Trovate i nostri numeri nella sezione contatti

 

Categorie:Hardware

Overclocking e render

10 dicembre 2010 Lascia un commento

Amd phenom II raffreddato con azoto liquido per oltrepassare i 6 Ghz di potenza

E’ ormai risaputo che per ottenere dei render nei minori tempi possibili si deve avere a disposizione una grande potenza di calcolo, funzione svolta dalla CPU. Molte aziende di computer grafica utilizzano render-farm per ottenere render più velocemente, ma questo comporterebbe l’acquisto di licenze particolari oltre alle spese in termini di hardware e di spazio. Cosa assolutamente impossibile per chi realizza render come free-lance o come architetti. L’unica soluzione più economica è ricorrere alla tecnica dell’ overclocking, cioè, andare ad influire su determinati parametri della CPU per far sì che la sua frequenza di lavoro aumenti, e di conseguenza il calcolo del render sarà più veloce. L’unico inconveniente per chi effettua questa pratica è la necessità di smaltire il calore che la CPU svilupperà dopo aver modificato la potenza. E qui entrano in gioco i sistemi di raffreddamento. Principalmente sono di 4 tipologie: 1- Raffreddamento passivo (Dissipatori di alluminio o rame messi a contatto con la cpu ma senza supporto di ventole) 2- Raffreddamento attivo (Come il precedente ma dotato di ventole per forzare il passaggio dell’ aria) 3- Raffreddamento a liquido (sistema simile a quello dei motori degli automezzi) 4- Raffreddamento ad Azoto liquido (sistema pericoloso ed estremo -vedi foto). Detto questo, bisogna valutare quindi quale sistema utilizzare in base a quanto calore sviluppa la CPU, se ad esempio la temperatura si avvicina ai 70 ° avendo un ottimo dissipatore ad aria, ciò significa che bisognerà utilizzare al piu presto un sistema a liquido per far rimanere la temperatura intorno i 50° perché temperature troppo elevate possono danneggiare la CPU. Ovviamente parliamo di temperature raggiunte durante il calcolo di render, durante il quale la CPU è utilizzata al 100%.

Questa tecnica non è possibile con tutti i componenti sul mercato, infatti alcuni processori non permettono questa modifica perché le case produttrici ne bloccano le funzioni, mentre su processori di fascia alta come Phenom 2 a 4 core o a 6 core è possibile, sempre che la scheda madre sia abilitata a farlo.

Esperienza pratica: Un mio cliente ha una macchina con un AMD Phenom II 810 x4 ha una velocità di fabbrica di 2.6 ghz, con dissipatore di calore standard (fornito con il processore all’acquisto), dopo aver installato un dissipatore Asus Triton 88 ho modificato alcuni parametri portando la CPU alla frequenza di 3.1 ghz ! In pieno render con la ventola del dissipatore al minimo in modalità silenziosa (600 rpm) la temperatura della cpu era stabile a 50°. Appena ho dato potenza massima alla ventola del dissipatore (2200 rpm) la temperatura è scesa fino a stabilizzarsi ai 43°. Terminato il render la temperatura della cpu è scesa ai 32°. Da questi dati possiamo dedurre che la cpu la possiamo anche portare alla velocità di 3.5 ghz rientrando nei limiti. Per arrivare ai 4 ghz avremmo bisogno necessariamente di un sistema di raffreddamento a liquido. Mentre per avvicinarsi ai 6 ghz dovremmo ricorrere all’azoto liquido.

Render Studio Taranto fornisce anche questo tipo di servizio tecnico a  tutti coloro che non vogliono spendere molto denaro per l’acquisto di nuove CPU e che non hanno le competenze per effettuare queste modifiche.

 

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